Una soluzione perfetta per Yamaha Motor Racing

Ogni gara MotoGP porta con sé un’ondata di professionisti, attrezzature e strutture, un fenomeno paragonabile solo agli eventi del calendario di Formula 1. Garantire i servizi di hospitality necessari per il personale tecnico, i giornalisti e i numerosi ospiti VIP presenti in pista non è un compito semplice.

Le strutture per questi eventi devono essere montate e smontate per ogni gara della stagione, rispettando tempistiche estremamente ristrette. Inoltre, devono resistere alle condizioni meteorologiche più avverse, passando dal caldo estivo del sud della Spagna alle temperature vicine allo zero delle gare invernali europee, affrontando fango, pioggia, vento e polvere.

Per ogni gara, tre grandi camion brandizzati vengono disposti a forma di “C”, dove, oltre alle stanze tecniche, si trovano sei uffici, una cucina professionale completamente attrezzata e uno spazio relax che può essere riconfigurato tra i tre camion. Quest’area può ospitare fino a 90 persone ed è adattabile sia per il catering che per incontri con la stampa. Tutte le aree hospitality sono dotate di monitor LCD e diffusori audio, oltre a una rete Wi-Fi completa e a una serie di servizi specifici richiesti da Yamaha Motor Racing.

Il primo requisito richiesto dal cliente era garantire la semplicità dell’installazione, sia in termini di cablaggio che di montaggio. Qualsiasi tecnico presente, anche non necessariamente specializzato, doveva essere in grado di effettuare il cablaggio senza alcun margine di errore. “, inizia Alberto Virdis di LINK.

Fase Uno: Sintesi e Progettazione

Ancor prima di procedere con l’installazione vera e propria, il team tecnico di LINK si è messo a completa disposizione del cliente. In questa fase hanno agito come “consulenti”, per prendere le decisioni corrette riguardo a impianti e attrezzature, creando un ambiente congeniale e funzionale alle esigenze dei tecnici di Yamaha Motor Racing.

Il cliente aveva un’idea chiara di ciò che il nuovo sistema AV dell’area hospitality doveva fare, ma necessitava di un supporto esperto per determinare quali impianti fossero i più adatti da utilizzare. Soprattutto, avevano bisogno di un partner capace di interpretare e sintetizzare il progetto, fornendo un sistema compatto e pratico da utilizzare. “, spiega Luca Opizzi, project leader di LINK.

Ci siamo messi in gioco, lavorando duramente per supportare il design e le specifiche comunicate dal cliente,” continua Luca.

Il progetto ha coinvolto diverse discipline: chi si occupava della connettività satellitare, chi dell’illuminazione e chi della preparazione di uffici e cucine. LINK si è impegnata a trovare soluzioni pratiche per soddisfare ogni esigenza, fornendo un sistema che può essere definito “chiavi in mano” nel senso più vero del termine. ” conclude Luca.

Una delle principali linee guida stabilite nella fase di progettazione era quella dell’assoluta semplicità, per consentire un flusso di lavoro ottimizzato nella fase di preparazione. Questo flusso di lavoro doveva ovviamente essere ripetuto ogni volta che il sistema veniva montato e smontato.

Inoltre, il team di LINK ha dovuto lavorare per trovare prodotti specifici sul mercato e, quando questi non erano disponibili commercialmente con le caratteristiche precise richieste, creare soluzioni su misura per il progetto.

Houston: Il Centro Nevralgico

Per soddisfare il requisito di semplicità, è stata inizialmente presa la decisione di concentrare tutte le apparecchiature nel rack centrale da 42 unità. Questo rack, che sarebbe stato chiamato “Houston,” fungeva da centro nevralgico del sistema, da cui originavano tutti i segnali e i comandi.

“Houston” conteneva una gamma di sistemi, tra cui un controller video Black Magic con matrice integrata, un mixer Yamaha MX5 (controllabile da remoto via WiFi tramite un’app specifica), un sistema per lo streaming online e, naturalmente, spazio per organizzare e collegare tutte le connessioni. Questo sistema di connessione è stato realizzato attraverso un pannello chiaro e pre-cablato, progettato e creato da LINK appositamente per questo scopo.

A loro volta, le varie zone dovevano essere servite da una serie di sistemi audio e video, oltre che da servizi dati (IT e networking), segnali RF per la trasmissione dei canali televisivi all’interno del circuito hospitality (con ricezioni sia terrestri che satellitari) e dall’alimentazione per tutte le periferiche.

Ancora una volta, con il mantra della flessibilità e semplicità al centro del sistema, è stato fornito un sistema di distribuzione dei segnali appositamente progettato, che consentiva l’assegnazione dei vari programmi video ai dispositivi distribuiti nell’area hospitality. Questo obiettivo è stato raggiunto grazie al software Visionary Solution di Vision Lite, affiancato da un’interfaccia web e da un sistema di gestione per la matrice drag-and-drop, supportato da un server rackmount per eseguire il servizio di gestione delle uscite video.

Molti Segnali ma Pochi Cavi

L’uso dei cavi ibridi disponibili nel catalogo di LINK è stato essenziale per la realizzazione del sistema. Questi prodotti hanno permesso di semplificare notevolmente il cablaggio utilizzato, portando l’infrastruttura centrale a contenere solo 11 tipi di cavi e 3 tipi di connettori.

Un esempio di queste soluzioni è il cavo ibrido CAT6A SF/UTP Ethernet + Digital Audio + Power CVS LK2CAT6SF 12/3 AD2, in grado di trasmettere due coppie di audio digitale, due cavi CAT6A e l’alimentazione tramite tre cavi da 3,5 mm². Questa combinazione si è rivelata la scelta perfetta all’interno di un sistema che richiede flessibilità e affidabilità.

In primo luogo, è stato utilizzato per distribuire segnali agli altoparlanti tramite cavi audio analogici o trasportando il protocollo Dante su TCP/IP. In secondo luogo, è stato utilizzato per distribuire segnali alle varie televisioni tramite connessione TCP/IP, per l’uso con decoder IPTV. Inoltre, il cablaggio è stato utilizzato per supportare una serie di altre applicazioni audio, come gli ingressi microfonici e le uscite ausiliarie per i giornalisti tramite cavi audio analogici, oppure utilizzando cavi CAT come multicore prima di suddividerli in ulteriori connessioni analogiche. Infine, il cablaggio è stato utilizzato anche per la distribuzione elettrica all’antenna.

Per poter raccogliere i diversi segnali in varie aree strategiche, sono state fornite delle “piastrelle” all’interno del pavimento mibile delle strutture. Queste piastrelle erano dotate di uno sportello cablato, sotto il quale si trovavano le connessioni più comuni, come XLR, Neutrik etherCON, LAN e Shuko, tutte pronte per essere collegate e utilizzate immediatamente.

Ogni piastrella è servita da un unico cavo sotto il pavimento, che è collegato a un connettore predefinito nel centro “Houston”. Ciò significa che, in pochi minuti e con un paio di semplici gesti, gli utenti possono accedere a tutti i punti audio, video, dati e alimentazione disponibili in ciascuna delle aree predefinite.” specifica Alberto Virdis.

Un secondo anello in fibra ottica (con 4 core Single-Mode dotati di connettori a fascio espanso) offre maggiore flessibilità e durata, grazie alla fibra infrangibile di LINK. La fibra è stata utilizzata per la distribuzione tra i tre switch Ethernet di Extreme Networks, disposti con una topologia ad anello per garantire la ridondanza. Il cablaggio gestisce anche i segnali RF, garantendo nuovamente una piena ridondanza. Per questo tipo di connessione del segnale, LINK ha sviluppato un cassetto rack cablato con due modulatori e due unità di controllo DVB-T, utilizzati per gestire tutti i segnali del digitale terrestre. Nel dettaglio, i canali trasmessi erano principalmente di tre tipi:

1 – Contenuti distribuiti dal team video a bordo pista.

2 – La distribuzione di canali digitali terrestri locali, con l’aggiunta della generazione di un canale multiplex all’interno dello spettro RF interno, per la propagazione dei segnali satellitari Sky a tutte le stazioni televisive.

Questi segnali sono stati distribuiti all’interno dei veicoli mobili attraverso lo stesso cavo in fibra multicore che consente il passaggio dei dati tra gli switch Ethernet.

3 – Il flusso finale trasportato: il segnale RF, tramite il protocollo SCR, dal ricevitore satellitare al decoder Sky situato all’interno del centro “Houston”.

Questo sistema è un esempio eccellente di come LINK sia in grado di fornire il prodotto giusto per consentire il passaggio di più segnali, ciascuno molto diverso, all’interno di un unico cavo.

Weatherproofing

Un altro aspetto che ha richiesto una scelta attenta di materiali e tecnologie riguardava la resistenza agli agenti atmosferici, in particolare in tre punti particolarmente esposti:

1 – Sotto il pavimento mobile.

2 – Sotto ogni TIR, posizionato a circa un metro da terra e vicino alle ruote dei veicoli. In questo caso, i connettori rimangono continuamente esposti, anche durante i lunghi viaggi attraverso l’Europa.

3 – Sul tetto, collegando due parabole motorizzate per la ricezione dei canali Sky, oltre che per la connessione Internet via satellite.

Il fornitore di questi sistemi satellitari, come previsto, è stato incaricato di fornire a Yamaha Motor un sistema di cablaggio rapido su un unico connettore multipolare con grado di protezione IP67. È stato quindi necessario trasportare il segnale RF attraverso cavi coassiali, provenienti da un massimo di due antenne funzionanti in parallelo, per consentire il controllo del motore tramite la porta seriale dall’unità di controllo situata all’interno del TIR. Era inoltre fondamentale che il sistema includesse una connessione sul tetto per il bypass del controllo locale e, infine, la connessione dell’alimentazione per la parabola motorizzata.

L’installazione in sé era già piuttosto complessa, ma la vera sfida era riuscire a consegnare al cliente un sistema che fosse ‘a prova di bomba’, che offrisse una messa in servizio rapida e semplice, con un margine di errore pari a zero e che mantenesse la possibilità di effettuare aggiornamenti futuri,” aggiunge Alberto Virdis.

Penso che sarebbe stato impossibile raggiungere questo risultato senza l’uso dei nostri cavi ibridi e delle soluzioni robuste offerte dalla fibra infrangibile, in grado di resistere a piegamenti e flessioni estreme senza il rischio di rotture…” conclude Alberto.

Immagine di J. Piromalli

J. Piromalli